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L’ossessione del complotto giudaico-massonico
Pubblicato da ALDO CHIARLE in Riflessioni • 06/07/2010 09:58:35
Il complotto giudaico-massonico non è, come molti credono, una invenzione fascista, anche se Benito Mussolini se ne è appropriato attorno al 1938. Proprio in quegli anni la propaganda fascista sbandiera a piena voce la tesi del complotto sionista e massonico, legittimata autorevolmente dal Gran Consiglio del fascismo, nel momento in cui si stava per imboccare la strada della discriminazione razziale e la promulgazione dei “provvedimenti per la difesa della razza”. E sempre in quei giorni vennero pubblicati in Italia i “Protocolli dei savi anziani di Sion”, che ben giocavano a favore del fascismo nella sua campagna contro l’ebraismo e contro la massoneria.Ma, come si diceva, i “Protocolli dei Savi Anziani di Sion” non sono stati una invenzione fascista: escono in Russia nel 1905 e fu una grossa mistificazione composta da “collage” di diversi testi abilmente manipolati dalla polizia segreta zarista, in un momento in cui la Massoneria e l’Ebraismo stavano giocando un ruolo culturale di primaria importanza. Da allora, a intervalli regolari, il complotto giudaico-massonico venne sventolato da forze reazionarie, ma con particolare accanimento da Mussolini, quando per l’Asse la guerra era irrimediabilmente persa; guerra, e adopero le parole dello stesso Mussolini, “tenacemente voluta dal mondo demoplutocratico giudaico-massonico, ricco di oro e di denaro contro i popoli nuovi e ricchi di braccia”. Naturalmente i rappresentanti delle potenze demoplutocratiche giudaico-massoniche erano le nazioni definite vecchie e sorpassate, in una parola la Francia, ma soprattutto l’Inghilterra, definita la “perfida Albione”.Questa azione propagandistica si intensificò dopo l’8 settembre 1943, con punte di massima violenza nei primi mesi del 1944. Infatti il 13 febbraio 1944, il quotidiano “La Repubblica fascista” e il giorno seguente tutti gli altri giornali dell’Italia ancora occupata dai nazifascisti, pubblicano articoli a piena pagina così intitolati: “Il complotto ebraico-massonico per minare il fascismo e piegare l’Italia”. E come nel caso dei famosi “Protocolli di Sion” del 1905, vengono pubblicate intere pagine di documenti falsi, questa volta massonici, inventati proprio da Benito Mussolini, perché un attento studioso rileggendo i testi trova proprio lo stile e la penna del “duce” del fascismo; fu l’ultimo suo attacco, a mezzo stampa, contro la Massoneria e contro gli Ebrei. Purtroppo i delitti continuarono e continueranno sino alla Liberazione. Poche settimane prima di questo ultimo forsennato attacco si era conclusa la tragedia del ghetto ebraico di Roma, ove furono assassinati ebrei e massoni.La Massoneria avrà ragione del fascismo esattamente venti anni dopo il primo pronunciamento fascista, ma essa ebbe parte determinante nel colpo di stato che mise in minoranza Mussolini al Gran Consiglio del fascismo e sarà proprio un massone, l’avvocato Domenico Maiocco, Gran Maestro della Massoneria Clandestina e Unificata, condannato al confino fascista per attività massonica, a portare per primo la notizia e il testo dell’ordine del giorno che mise Mussolini in minoranza al maresciallo Pietro Badoglio. Il fascismo ebbe la sua morte politica il 25 luglio 1943, ma i sussulti criminali della Repubblica di Salò con lo sterminio di migliaia di ebrei e di molti massoni (l’avvocato Placido Martini, Gran Maestro della Massoneria fu fucilato alle fosse Ardeatine), fanno parte dei tremendi colpi di coda di una iena morente.Ma il complotto giudaico-massonico non è stata - come dicevo - una invenzione di Mussolini, che l’ha solo rispolverato, e neppure una invenzione dello Zar di Russia. In verità ha più di 250 anni e a denunciarlo è stato un cappuccino, padre Schuff che, nel Duomo di Aquisgrana, urlò nel 1751: gli ebrei che crocifissero il Salvatore erano massoni. Pilato ed Erode erano i capi di una Loggia. Giuda prima di tradire Gesù si era fatto iniziare massone in una sinagoga e quando consegnò i trenta denari prima di andare a impiccarsi, non aveva fatto altro che pagare la tassa di iniziazione. Ma anche la rivista “Civiltà cattolica” ha pubblicato molte “perle”: in un articolo apparso in data 20 giugno 1885 si parla della Massoneria e dopo un accenno a Satana che l’ha generata, si accusa i giudei di essere il perno cui fanno parte tutte le ruote della grande macchina settaria che si chiama “Framassoneria”. Nel 1887 la stessa rivista insiste nel concetto del complotto e nel numero del 1° gennaio scriveva: “I giudei reggono la massoneria con un bieco fine. Saranno il bersaglio dell’ira divina fino agli ultimi giorni. Il coltello piantato nel cuore dell’Italia è la massoneria giudaica”. E così “Civiltà Cattolica” del 3 novembre 1888, del 18 dicembre 1888, del 20 aprile 1889, del 15 febbraio 1890, e del 16 agosto 1890. Questo ultimo numero si “sbizzarrisce” in alcuni “precetti” ebraici. E merita siano conosciuti: 1) Ordiniamo che ogni giudeo maledica tre volte al giorno il popolo cristiano e preghi Dio che lo stermini con i suoi principi e re; 2) Dio ha ordinato ai giudei di appropriarsi dei beni dei cristiani, sia con la frode, sia con la violenza ovvero con l’usura e col furto; 3) Si comanda a tutti i giudei di avere i cristiani in conto di bruti animali e di trattarli come tali; 4) Non facciamo né bene né male ai pagani, ma procuriamo con ogni mezzo di far torto ai cristiani; 5) Se un giudeo vede un cristiano sull’orlo di un precipizio, è tenuto a spingerlo dentro”. E si potrebbe continuare all’infinito, con citazioni quasi mensili e della stessa violenza.Ma facciamo un salto di 150 anni all’olocausto ebreo nella ultima guerra mondiale scatenata, non bisogna mai dimenticarlo, dalla Germania con la complicità della Russia bolscevica. Ma non bisogna dimenticare un altro criminale piano di Stalin, quello di procedere, attorno al 1958, allo sterminio degli ebrei russi. Solo la morte del dittatore comunista, impedì il massacro. Tutto era già pronto: dai carri bestiame per deportarli in massa, ai campi di prigionia. Gli ebrei in Russia avevano già ricevuto colpi terribili: il primo, ma di proporzioni limitate, al tempo della collettivizzazione dell’agricoltura contro i piccoli proprietari terrieri che si opponevano; un altro colpo, e questa volta terribile, gli ebrei lo ebbero nel periodo del terrore (dagli anni Trenta agli anni Quaranta) con stragi, uccisioni e deportazioni in massa; molte migliaia di ebrei sparirono all’improvviso, fucilati dopo orrende torture e deportazioni in Siberia. Negli anni 1937-38, in particolare, fu aggredita la cultura ebraica con la chiusura delle scuole e delle Accademie ebraiche con altri assassinii e deportazioni. Ma gli anni dell’ultimo dopoguerra furono per gli ebrei russi ancora più tristi di quelli degli anni del terrore. Stalin cominciò a pensare a loro come agenti del sionismo americano e come complici di una cospirazione giudaica del capitalismo e del sionismo orchestrata in usa contro la Russia dei Soviet. La campagna antisemita fu violenta; vennero chiusi tutti i teatri ebraici, vietato l’insegnamento, le sinagoghe lasciate andare in rovina e i giornali aboliti. Nel 1953 la “Pravda” riportò in prima pagina la notizia dell’arresto di medici ebrei sabotatori e questo diede spunto alla “soluzione finale” proiettata da Stalin. Ma, come ho detto all’inizio, la morte di Stalin salvò gli ebrei dall’annientamento totale. Anche su questo sarebbe importante fare completa chiarezza.Ma ritorniamo al “complotto giudaico-massonico”: attorno agli anni Settanta, un noto esponente della Repubblica italiana, per una crisi di governo e finanziaria che attraversava l’Italia, parlò, dandone la colpa e la responsabilità, a “una congiura ebraica e massonica internazionale”. E ancora, dopo l’assassinio del giudice Giovanni Falcone, in una orazione ufficiale fu detto che “il giudice Falcone non era stato ucciso da membri della Comunità di Dio, ma dai figli della sinagoga di Satana”. Così è stata chiamata la mafia. Gli ebrei sono insorti. Polemiche, discussioni e scuse. Ma le parole gravi sono state pronunciate. E anche una presidente della Camera dei deputati ha figurato, per due anni di seguito, nell’elenco mondiale degli antisemiti.Quando sento che i tempi sono cambiati e l’antisemitismo più non esiste, e che il triste passato non potrà mai più tornare, permettetemi di avere i miei dubbi: le forze oscure dell’antilibertà; le forze oscure, ma non troppo, continuano a tramare anche in Italia; si moltiplicano, anche a Roma, le manifestazioni contro Israele, mentre sempre più pericolosa si fa la politica dell’Iran, specialmente dopo la denuncia di un alto esponente degli Stati Uniti d’America secondo il quale Teheran sarebbe già in grado di costruire due bombe atomiche. E anche in Europa la situazione si fa inquietante, e molte nazioni mettono Israele sotto attacco.Non vorrei un giorno svegliarmi con le note di una lugubre canzone, cantata dalle Camicie Brune di Hitler, che ha preso nome dall’infame eccidio del 30 giugno del 1934: “Affilate i lunghi coltelli sulle pietre del marciapiede / Fate scivolare i coltelli nella pancia degli ebrei! / Il sangue deve scorrere / in grande quantità / noi cagheremo sulla libertà della repubblica ebrea. / Appena arriva l’ora / della vendetta / siamo pronti a qualsiasi massacro. / Su, su, gli ‘hohonzollen’ ai lampioni / Che i cani penzolino sino a quando cadranno giù / Il sangue deve scorrere… / Nella Sinagoga appendete un maiale nero / Il sangue deve scorrere… / Strappate la concubina dal letto principesco / Ingrassate la ghigliottina con il grasso dei giudei / Il sangue deve scorrere!”È una canzone del 1934, sei anni prima che scoppiasse il conflitto mondiale. Le nazioni libere hanno sottovalutato Hitler: non vorrei che le nazioni libere sottovalutino l’Iran di oggi.